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2012 – Aggiornato alle 09:37
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Luoghi di Culto

 

Chiese monumentali

Duomo di Catanzaro Duomo
Moderna ricostruzione dopo i bombardamenti del 1943, riprende lo schema dell'originaria cattedrale normanna a tre navate e triabsidata.
Tra le opere scampate a terremoti ed eventi bellici si segnalano il busto reliquiario del santo patrono San Vitaliano, opera di argentieri napoletani della fine del XVI secolo e la tela "Sanguine di Gesù Cristo" di V. Di Tommaso di Squillace (1770). Si ricorda poi la copia su marmo della bolla di fondazione e consacrazione (28 dicembre 1122) e la tela di Augimeri " La Sacra Famiglia".
Nel battistero, opera di Maffei, mosaici che riproducono soggetti di Mattia Preti e Raffaello. Nell'atrio è posta una Madonna col Bambino, scultura in marmo di ignoto meridionale del XVI secolo.

S.S. Rosario S.S. Rosario
Originaria struttura quattrocentesca ampiamente rimaneggiata all'interno nei secoli XVII (altari e fastigi policromi) e XVIII (stucchi). La facciata è stata ricostruita in stile neoclassico (sec. XIX).
All'interno si conservano tele di pregievole fattura: la "Madonna del Rosario e dei Misteri", opera di Dirck Hedriksz detto Teodoro d'Errico (seconda metà del XVI sec.); la "Madonna della Vittoria" (XVII); Santa Rosa e San Domenico, di G. Castellani (1702). Interessanti anche le sculture "Madonna col bambino", di F. Cassano (1613) e un "Redentore" di scuola napoletana (fine del XV sec.). Degno di nota anche il monumento funerario di Gaetano Rocca (1712).

Oratorio della reale Arciconfraternita del S.S. Rosario
All'interno conserva stucchi e decorazioni del 1683, rimaneggiate nel XVII secolo e dopo la seconda guerra mondiale. Gli stalli lignei, della seconda metà del XVIII secolo, sono opera di intagliatori calabresi.

San Rocco San Rocco
All'interno, interessante statua di San Rocco, opera di Gian Giacomo D'Auria (1564), seguace di Giovanni di Nola. La tradizione vuole che sia stata acquistata a Venezia nel 1567 per celebrare la peste scampata.

Basilica dell'Immacolata Basilica dell'Immacolata
Ristrutturazione ed ampliamento a tre navate del XVIII-XIX secolo dell'originaria struttura francescana ad aula unica dedicata alla SS. Trinità e San Francesco d'Assisi (XIII sec.). Facciata neoclassica e cupola su disegno del catanzarese G. Parisi. All'interno si conservano quadri ad altorilievo in cera (Adorazione dei pastori, Epifania, Allegoria del tempo e della morte, Deposizione), modellati dalla napoletana Caterina de Julianis (XVIII sec.); pregevoli gli affreschi all'interno della cupola e due quadretti su rame (Incoronazione di Maria e Madonna adorata dai Santi - XVII sec.).

Sant'Omobono Sant'Omobono
La chiesetta, in stile bizantino-normanno, risalente all'XI-XII secolo, è l'unico monumento medievale cittadino giunto quasi inalterato ai giorni nostri.
Fu anche sede della congrega dei sarti. Sono in corso i restauri per restituirla alle primitive forme architettoniche.

Oratorio del Carmine Oratorio del Carmine
Recentemente restaurato, presenta un interessante altare ligneo dorato barocco, opera di maestranze calabresi del XVII secolo.

Santa Teresa (o dell'Osservanza) Santa Teresa (o dell'Osservanza)
All'interno, statua della Madonna delle Grazie, di Antonello Gagini (1604) e un crocifisso di Fra Giovanni di Reggio (1650).

San Giovanni San Giovanni
Sorta tra il XV e il XVI secolo come chiesa della Congrega dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista è stata ampiamente rimaneggiata e ampliata nel XVII e XVIII secolo. Nel XIX secolo è stata costruita la scalinata d'accesso. Sulla facciata di tipo tardorinascimentale, in una nicchia, è la statua marmorea di San Giovanni Battista, opera di scuola napoletana (1626).
All'interno collezione di paramenti sacri in seta damascata catanzarese e resti di antiche sepolture dei confratelli.

Monte dei Morti e della Misericordia Monte dei Morti e della Misericordia
Sorto nel 1629-30, si iniziò la riedificazione nel 1715 e fu completato nel 1739, acroce greca inscritta in un quadrato. Presenta una eccezionale facciata barocca con portale, nicchia e finestra riccamente decorate, opera di scalpellini roglianesi (1728).
All'interno si segnalano una Madonna della Porziuncola, tela di Giovanni del Prete (1642) e paramenti in seta cremisi catanzarese (XVII-XVIII sec.).