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2012 – Aggiornato alle 09:37
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Cenni Storici

La nascita di Catanzaro - quale fulcro economico-politico-culturale - può con certezza essere datata all'inizio del secolo X, sotto il dominio bizantino. Fu allora che il generale di Bisanzio, Niceforo Foca, a causa delle continue incursioni dei Saraceni sulla costa ionica, decise per l'edificazione definitiva di una roccaforte collinare a difesa; il sito scelto, tre colli con due vallate laterali, offriva garanzie idonee. L'origine orientale ha un'importanza fondamentale nella storia della città poiché in virtù di essa si instaurarono rapporti commerciali e culturali con  l'est.

Veduta panoramica da CZ SalaL'impero bizantino era però prossimo alla fine; giunsero in Calabria i normanni, il loro dominio. Catanzaro fu occupata e, sotto Roberto il Guiscardo (1059), divenne contea. La città, pur subendo il diverso modo di vivere dei nuovi dominatori, conobbe periodi di fioritura nella vita comunale ed in quella delle arti e dei mestieri; continuava ad essere curata la lavorazione della seta con scambi commerciali sia con le altre regioni d'Italia che con i paesi orientali. Intorno al 1250 l'imperatore Federico II destinò il territorio di Catanzaro a demanio regio, affidandolo in feudo a potenti famiglie della regione (Ruffo, Caraffa, Soriano). La “demanialità" del territorio comunale si rivelò importante per la storia della città, poiché ne determinò le successive scelte politiche. 

Durante la dominazione Aragonese (inizio 1400) Catanzaro visse periodi di trasformazione nella vita economica e sociale, mantenendo comunque efficienti la scuola ed il commercio della seta, le arti ed i mestieri. Il fiscalismo spagnolo era certo pesante, ma gli artigiani della seta - grazie all'antica esperienza ed alla qualità del prodotto noto in Italia e nei paesi europei - continuarono a fornire alla città notevoli scambi commerciali. Risale infatti al 1470 la richiesta da parte dei tessitori francesi di Tours e Lione, indirizzata ai maestri tessitori di Catanzaro affinché gli stessi si recassero in Francia al fine di creare una scuola perfezionata dell'arte serica, istruendo nel contempo i tessitori esistenti in loco.



Veduta panoramica di Catanzaro
(Veduta panoramica)

I maestri della seta di Catanzaro accettarono l'invito, portando in altro paese la perfetta tecnica dei broccati, della seta pura, dei velluti, dei tessuti composti. Ancora oggi, nel centro storico della città vi è un quartiere, denominato "Filanda", che sta proprio ad indicare l'ubicazione degli antichi laboratori e delle scuole dove si tesseva e si filava. La Calabria del tempo era divisa in feudi; alcuni feudatari erano fedeli alla Corona, altri le erano contro e trovavano accordi ed intese tra i signori locali al fine di raggiungere una certa indipendenza. In questa visuale va inquadrata la "demanialità" del territorio di Catanzaro. Infatti, quando l'imperatore Carlo V divenne re di Napoli, la città dimostrò con chiarezza la propria fedeltà alla Corona. 
Non va dimenticato che Carlo V - ultimo sovrano del Sacro Romano Impero - era re di Spagna e di Napoli; figlio di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza, ereditò il regno dell'Imperatore Massimiliano d Asburgo e quello di Ferdinando il Cattolico di Spagna. I possedimenti di Carlo V si estendevano anche oltre i confini europei; è famosa la sua frase: "sul mio regno non tramonta mai il sole". Catanzaro si trovò coinvolta nella guerra del 1528, quando il francese Odet de Lautrec - in accordo con alcuni feudatari calabresi - iniziò la campagna per la conquista della Calabria, alleandosi con il romano Simone Tebaldi, conte di Capaccio, nonché con Francesco di Lauria, signore di Cirella ed Aieta (tale alleanza era ovviamente sorta contro l'imperatore Carlo V).