Costanzo: "Migliaccio conosce determine dirigenziali del suo settore che sovvertono le delibere?"

Catanzaro, Venerdì 14 Settembre 2018 - 11:59 di Redazione

La Determina n. 2039 del 26 Luglio 2018, definisce la perimetrazione degli ambiti territoriali “Giovino e Germaneto”, in relazione alla Legge Regionale 21/2010 e s.m.i., quale conseguenza ed applicazione della Delibera C.C. n. 01/03/2017. Benissimo, si emette un documento importante, attesissimo per lo sviluppo del territorio litoraneo della nostra città, in quanto si determinano finalmente i comparti, in prossimità dell’area portuale di Cz Lido, da sottrarre ai benefici edificatori del c.d. Piano Casa. E qui nasce la prima domanda, può una determina dirigenziale sovvertire una delibera di consiglio comunale? È legale? Attualmente l’ambito è interessato da proposte edificatorie di privati che hanno regolarmente presentato, presso gli uffici dell’Urbanistica del comune, i relativi progetti di valorizzazione del comparto per l’ottenimento di permessi e pareri; gli uffici sono, per fortuna, gli stessi che hanno emesso la predetta nota. Quindi è facile registrare quale siano le tendenze degli investitori privati( attori fondamentali per orientare le scelte urbanistiche e socio-economiche) riguardo lo sviluppo e la trasformazione dei suoli in questione; condizione che , se messe in atto le opportune procedure di concertazione, e direi di buon senso, faciliterebbe le determinazioni in merito alle scelte urbanistiche da operare, a favore della applicazione del principio oggettivo e non discrezionale come auspicato dalla normativa che regola la materia nell’ambito della pubblica amministrazione. Ma sul testo non c’ è traccia di tali elementi, e la rinuncia a questo tipo di approccio è inusuale, almeno per chi volesse mettere in atto la corretta prassi amministrativa in materia urbanistica; eppure siamo in uno degli ambiti più strategici, sul piano urbanistico, del territorio comunale, e direi dell’intera provincia; condizione che di fatto imporrebbe addirittura un supplemento di approfondimento, verifiche e cautela nella applicazione normativa. Ma non è finita. Andando avanti con la lettura delle motivazioni che hanno indotto il dirigente alla autonoma selezione delle aree da porre a vincolo, non si fa assoluto riferimento alla prossima redazione del progetto definitivo ed esecutivo del potenziamento del porto ( sono appena scaduti i termini di presentazione delle offerte per i servizi tecnici), di cui esiste già da anni la progettazione preliminare; circostanza che, per chi fosse in possesso di una minima cognizione urbanistica , avrebbe rappresentato un saldo punto di partenza sul quale incardinare la scelta di perimetrazione delle aree da sottoporre a limitazione, anche sulla base delle funzioni pubbliche previste nell’intervento prossimo di riqualificazione dell’area portuale, condizioni da salvaguardare e che sarebbe stato poi opportuno inserire come premialità nelle offerte tecniche del bando. Peraltro il tecnico comunale che firma la predetta delicata determina è lo stesso responsabile dell’investimento regionale sul porto, dunque dispone facilmente di elaborati e documenti per poter fondare, in modo oggettivo, la scelta vincolante. Eppure non lo fa…strano.Sostanzialmente, concludendo il testo della determina, è lo stesso dirigente che, per sua ammissione, sostiene di aver proceduto discrezionalmente alla delimitazioni delle aree, in un faticoso lavoro, quasi immolandosi a favore della amministrazione perché non supportato dal personale del Settore Edilizia Privata, carente e che per “ eccessivi incarichi di propria competenza, non è riuscito a predisporre il predetto atto con le opportune analisi e verifiche territoriali finalizzate alla certezza e conseguente trasparenza applicativa della perimetrazione delle predette aree”. Definisce “opportune” procedure “OBBLIGATORIE”, incredibile! Sostanzialmente dichiara la illegittimità dell’atto, avendo operato una scelta di interesse pubblico in modo personalistico ed arbitrario, dunque senza, a suo dire, “certezza e conseguente trasparenza applicativa”, non disponendo, per sua stessa dichiarazione, di verifiche ed analisi oggettive. Siamo al paradosso. Come dire che un primario cardiochirurgo di una struttura pubblica procede con un delicato intervento a cuore aperto senza anestesia e senza assistenti, perché il personale della struttura ospedaliera è carente e gravato da altri eccessivi impegni; salvo poi scaricarsi la responsabilità adducendo che la competenza “giuridica” è di un altro reparto e non la sua. In tal caso ci troveremmo di fronte alla radiazione a vita del medico ed al trasferimento coatto nelle patrie galere. L’urbanistica, come la medicina, è una disciplina regolamentata da norme e direttive che impongono, per i propri ambiti di competenza, disposizioni procedurali obbligatorie per legge; diversamente si opera, oltre che in modo assolutamente incompetente, al di fuori delle legge. Ma si sa, Catanzaro è la terra dell’incompetenza e del dilettantismo in materia urbanistica, e si percepisce dall’ambiente fisico in cui viviamo. Praticamente all’Ufficio urbanistica di Catanzaro è avvenuto questo: un soggetto, senza disporre di studi ed indagini adeguate, squadra e matita alla mano, ha deciso, tracciando una linea su un foglio, quale siano le aree sottrarre ai benefici del Piano Casa dell’area strategica Portuale di Catanzaro.Si assiste con sconcerto ad operazioni messe in atto da amministratori incapaci, a suo tempo arruolati negli organici delle funzioni pubbliche benché privi di esperienze e che oggi, nominati a ruoli dirigenziali, si elevano a luminari della pianificazione urbanistica non avendo mai redatto nella loro vita neanche 1 (uno) Piano Regolatore; al contrario vantano esperienze curriculari in materia urbanistica, contenute in un paio di paginette, dove l’apice della specifica carriera professionale consiste in qualche comparsa in rotocalchi televisivi, trasmessi negli anni ’80 da emittenti locali, per ciarlare su argomentazioni urbanistiche di “approfondimento”; praticamente chiacchere da bar, ignorando che esistono studi e società che si occupano da decenni di Pianificazione Urbanistica , professori universitari, professionisti di alto profilo con migliaia di pubblicazioni, esperienze maturate, in Italia e all’estero, con centinaia di piani urbanistici redatti; figure autorevoli alle quali, con un po’ di umiltà , chi ha ruoli di competenza pubblica e carenze in materia, potrebbe anche rivolgersi per chiedere qualche consulenza, soprattutto quando si dichiara la insufficienza del personale negli uffici. Ma probabilmente non conviene, conviene invece agire in maniera autonoma ed arbitraria, evidentemente né “libera” e né “gratuita”; d’altra parte l’elaborato planimetrico allegato alla determina in oggetto, rappresenta il modo del tutto soggettivo con cui si è proceduto alla compartimentazione delle aree da vincolare, secondo una linea di confine che, “zigzagando” tra un fabbricato e l’altro, sembra, dico sembra, voler favorire qualche cespite e penalizzarne altri; chissà per quale interesse. Ma poi la Determina porta anche la data di fine luglio, si sa i cittadini vanno in vacanza, sono un pò distratti…il momento ideale per muoversi.A questo punto è obbligo dell’amministrazione attivare tutte le procedure per l’annullamento della determina, ed i relativi contenuti, dove sono state abusivamente operate importanti scelte di interesse pubblico in assenza di valutazioni urbanistiche oggettive, non supportate da analisi, studi ed indagini socio-economiche, peraltro obbligatorie e disciplinate da norme procedurali che regolano lo sviluppo e la pianificazione urbanistica; circostanze che, se correttamente applicate, conseguirebbero un risultato oggettivo, quasi scientifico, basato, come le norme impongono, sulle reali necessità ed esigenze del territorio.Aspettiamo ora la presa di posizione su questa vicenda in primis del Sindaco, visto che lo abbiamo avvertito e non potrà scusarsi con il solito “ non sapevo nulla”e poi registriamo ancora una volta l’incapacità politica ed urbanistica dell’assessore al ramo Modestina Migliaccio Santacroce dalla quale vorremo sapere se ha approvato la scelta degli uffici che politicamente dovrebbe indirizzare. Ci interesserebbe anche sapere se la commissione consiliare competente ha valutato la decisione del dirigente e quale è la posizione del Presidente Mirarchi.Al di là della legittimità “giuridica” (termine molto apprezzato nell’ufficio urbanistica) dell’atto in questione, della quale, su mia formale richiesta, si occuperà la procura territorialmente competente, si registra l’ennesima forzatura in favore di interessi che non sono certo quelli della collettività.

Sergio Costanzo - Consigliere Comunale #fareperCatanzaro



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