Imu e Tasi, Confedilizia Catanzaro chiede riduzione aliquote

Catanzaro, Lunedì 11 Giugno 2018 - 15:59 di Redazione

Si avvicina la data di scadenza, prefissata al 18 giugno, per il versamento della prima rata di IMU e TASI relativa al 2018, la quale porterà nelle casse dei Comuni 10/11 miliardi di euro. È quindi gran parte della tassazione immobiliare, e altrettanto vale anche la seconda, con scadenza il 16 dicembre, per un totale molto alto, cui si aggiunge ancora tanto altro fino a raggiungere la cifra di 50 miliardi. È un sistema di tassazione sugli immobili fortemente penalizzante, che è anche causa della grave crisi in cui versa il settore immobiliare, il quale deve essere ripensato dalle fondamenta. Le aliquote medie di Imu e Tasi hanno ormai raggiunto il 10 per mille su basi imponibili che sono state aumentate del 60 per cento con la manovra Monti. Il tutto, senza risparmiare neppure le case affittate a canone calmierato e con un'imposizione che raggiunge livelli di accanimento in presenza di abitazioni che non si riescono a locare, per le quali in molti casi si applica persino l'Irpef (su un reddito inesistente). In più, c'è la tassa rifiuti. In totale, la Iuc (vale a dire la somma di Imu, Tasi e Tari) pesa ogni anno per circa 31 miliardi di euro. Si tratta di un onere non più sostenibile e, soprattutto, di una tassazione puramente patrimoniale, che non tiene nel minimo conto la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini. Come calcolato da Confedilizia, l’aliquota media ordinaria nazionale delle aliquote cumulate IMU/TASI è pari al 10,5 per mille mentre corrisponde a circa l’8,8 per mille la media della somma delle aliquote deliberate dai Comuni capoluogo di Provincia per gli immobili locati a “canone agevolato”. In Calabria, la media ordinaria è pari al 10,7 per mille, e corrisponde al 9,84 per mille la media delle aliquote per gli immobili locati a canone agevolato. La città di Catanzaro, con il 10,6 per mille guida la classifica delle aliquote massime, che è rimasta immutata anche per il 2018. Tutto ciò nonostante, anche in occasione del perfezionamento del nuovo accordo territoriale per i contratti concordati di locazione del 17 ottobre 2018, era stata avanzata da parte di Confedilizia Catanzaro e altre sigle sindacali richiesta di riduzione delle aliquote e si erano pure diffuse legittime aspettative di riduzione, quanto meno a livello della media delle altre città sedi di Atenei. In particolare, come dimostrano i dati elaborati da Confedilizia, nelle altre città italiane sedi di università, siffatte aliquote sono pari 5,7 per mille di Torino, al 6,6 di Cagliari e di Verona, al 6,9 di Ancona, al 7,6 di Bologna, Firenze, Udine, Urbino, Teramo e Venezia. Reggio Calabria presenta una aliquota IMU/Tasi pari al 7,5 per mille. Come già rilevato in precedenza, a Catanzaro non è più rinviabile un intervento deciso di riduzione di Imu e Tasi, anche per consentire la diffusione e l’appetibilità degli affitti a canone calmierato, i quali rappresentano una speciale categoria di contratti di locazione per esigenze abitative ordinarie, per esigenze transitorie e per studenti universitari, che possono avvalersi delle favorevoli previsioni del richiamato nuovo accordo territoriale del 17 ottobre 2017 e del regime fiscale agevolato della cedolare secca del 10%. Un intervento è opportuno anche per l’affitto non abitativo, ove la situazione è ancora più grave. I Comuni, tra i quali ancora Catanzaro, non prevedono quasi mai aliquote specifiche per la locazione di locali commerciali. Di conseguenza, in questi casi viene applicata l’aliquota ordinaria, che in media è pari al 10,5 per mille. Nel complesso, le imposte, statali e locali (ben 7: Irpef, addizionale regionale Irpef, addizionale comunale Irpef, Imu, Tasi, imposta di registro, imposta di bollo), arrivano ad erodere fino all’80% del canone di locazione, anche per via della irrisoria deduzione Irpef per le spese, pari al 5%. Senza considerare il rischio di morosità e quello di sfitto che contribuiscono ad azzerare la redditività dell’investimento.



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