Agricoltura, Anpa: "Oliverio continua a non invitarci"

Calabria, Martedì 14 Novembre 2017 - 16:54 di Redazione

In tutte le democrazie europee, com’è noto, le forze politiche che esprimono un numero di voti non inferiore al 4% hanno il diritto ad esprimere la loro rappresentanza in seno alle istituzioni, a partire dai Parlamenti. Lo ricordo al Presidente Oliverio che è così anche in Italia e in Calabria, visto che, per quanto riguarda la partecipazione istituzionale delle Organizzazioni Professionali Agricole ai tavoli dove si discute di agricoltura, continua a non invitare l’ANPA – LiberiAgricoltori che dell’Agricoltura rappresenta circa il 10%. Questo dato, non è una libera affermazione dell’ANPA bensì l’esito di una lunga istruttoria della stessa regione, svolta a seguito della sentenza del TAR Calabria n. 753 del 2012 con la quale l’ANPA è stata riconosciuta Organizzazione Professionale Agricola maggiormente rappresentativa. L’ultimo mancato invito riguarda gli incontri Regione – Organizzazioni Agricole sulle problematiche inerenti la misura 4.2.1 (agroindustria) del PSR 2014-2020. Nel merito, visti i risultati: esiguo numero degli ammessi, altissimo tasso di errori nell’assegnazione dei punteggi e conseguente elevatissimo numero di ricorsi contro la graduatoria presentati dagli esclusi, credo che si possa affermare che la Regione, con la partecipazione delle cosiddette “grandi Organizzazioni Agricole”, non ha brillato né in fase di elaborazione del bando né, tantomeno, nella gestione. Posto che il mancato invito ai tavoli sicuramente non riduce la capacità dell’ANPA – LiberiAgricoltori di sviluppare la propria iniziativa politico-sindacale e professionale, continuiamo a porre il problema solo per una questione di rispetto della democrazia e per fare affermare il principio della partecipazione di tutti i soggetti che ne hanno diritto alla vita della Regione. Quanto all’utilità delle discussioni che si fanno ai tavoli ci affidiamo alle dichiarazioni del presidente di coldiretti Calabria: “Al tavolo tecnico si decide in un modo ma poi, nonostante le decisioni vengano sancite con decreti dirigenziali, il Dipartimento Agricoltura procede in altro modo, anzi fa il contrario”. Credo che la conseguenza di una tale affermazione dovrebbe essere l’uscita dai tavoli e la messa in atto di una vasta mobilitazione degli Agricoltori contro modi di procedere della Regione che causano solo ritardi e confusione a tutto danno delle aziende e dell’Agricoltura calabrese. Invece, la regione procede, inesorabilmente, sulla sua strada perpetuando inefficienza e colpevole incapacità gestionale mentre le cosiddette “grandi Organizzazioni Agricole” si dimenano tra qualche blando comunicato o il quiescente silenzio. Mi creda, presidente Oliverio, credetemi signori delle grandi Organizzazioni, così non và.



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