Turismo in Calabria, l'altra faccia: da Loiero manca l'assessore e la burocrazia fa il resto

Calabria, Mercoledì 13 Settembre 2017 - 12:04 di Redazione

In queste ultime settimane sono state diverse le felicitazioni espresse dalla politica per il record di presenze turistiche in Calabria. Sarà che il New York Times e Le Monde avranno fatto la loro parte indicando la Calabria come terra da scoprire, ma se il dato si analizza andando oltre i numeri delle presenze, approfondendo il servizio generale offerto ai tanti arrivati, si comprende quanto la regione sia in termini di turismo anni luce indietro a tante altre realtà italiane.

Basti pensare che la regione Calabria non ha l'assessore al turismo dai tempi di Agazio Loiero. Sia il suo successore di centrodestra Giuseppe Scopelliti. che il successore di centrosinistra, l'attuale presidente Mario Oliverio, hanno pensato che non ci fosse alcun bisogno di un assessore dedicato al turismo, anzi tutt'altro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, bandi dedicati agli operatori turistici del 2009 ancora da liquidare, leggi sugli stabilimenti balneari che superano le competenze nazionali deliberate e ritirate con tanto di scuse, leggi sui Bed & breakfast che vengono impugnate dall'antitrust o ancora il bando dei grandi eventi che non ha una graduatoria a fine estate. Ma ci sono anche altri casi che tra poco verranno fuori. Insomma un centrosinistra che non smuove le acque nonostante abbia vinto le elezioni dopo i “disastri” di Scopelliti e che è diventato un ostacolo per gli imprenditori. Una debolezza della politica palese e triste che elargisce nomine a novizi dirigenti e premi di produttività a funzionari nella speranza di continuare la raccolta del consenso sui modelli. Purtroppo la Calabria sembra caduta dalla padella alla brace e la domanda sorge spontanea: chi pagherà per tutti questi errori? Oltre agli stoici operatori turistici calabresi che pagano ogni giorno per i disservizi, per la mancata promozione (e quando c'è è ancora peggio perché pubblicano sul giornale che regalano sugli aerei gente sulla spiaggia con il sedere di fuori), per i depuratori che non funzionano, per una burocrazia obsoleta e ostile. La parte politica sarà probabilmente punita dall'elettorato, ma chi perseguirà la burocrazia per gli sfracelli che ha fatto e che continua a fare? Quale istituzione indagherà seriamente sulla produttività (nulla), sugli abusi di potere (tanti), sulla stesura di leggi illegali (abrogate e da abrogare) che hanno creato nel gracile tessuto produttivo legato al comparto turismo solo problemi. Lo sviluppo della Calabria dovrebbe dipendere in particolare dalla buona amministrazione della regione, ma oggi si cammina con il freno a mano tirato perché l'indolenza, l'incompetenza e la superficialità di molte, troppe persone chiamate a fare la differenza pesa molto di più di tanti problemi che seppur importanti passano in secondo piano, nonostante per la politica siano la priorità. Da sempre la questione dell’oggi è la preda della politica mediocre, ma chi fa la differenza nella storia e per le future generazioni è consapevole che solo superando i limiti della classe burocratica si potrà immaginare qualcosa di migliore per la Calabria, che nel turismo e nell’enogastronomia ha l’unica grande risorsa su cui puntare.

 



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code