Tallini: "Squadra che perde non si cambia"

Catanzaro, Martedì 12 Settembre 2017 - 12:47 di Redazione

“Squadra che perde non si cambia! Questo è il motto all’insegna del quale è stata condotta la rielezione dell’Ufficio di Presidenza. La politica che da circa tre anni ha troncato in Calabria ogni speranza di sviluppo e che si dimena, senza alcuna strategia e collezionando insuccessi poderosi, nella tempesta della crisi economica e sociale, lunedì ha confermato tutta la propria disinvoltura per le regole basilari della democrazia e messo in evidenza l’arroganza dei suoi esponenti che fanno del proprio destino personale la bussola del loro agire. Si sono presi ben quattro mesi per ricomporre l’organo di governo dell’Assemblea, ma se qualcuno, dinanzi a questo fatto inedito nel regionalismo calabrese, riteneva possibile un cambio di rotta rispetto all’avvio della legislatura inaugurata con un clamoroso inciucio, che consentisse perlomeno lo svolgimento della fisiologica dialettica democratica all’interno dell’Assemblea legislativa, oggi deve abbandonare ogni speranza. Hanno riconfermato in blocco, con una variante obbligata dall’impresentabilità di un vicepresidente autosospesosi ormai da un anno, l’Ufficio di Presidenza, riempiendolo di elementi organici al centrosinistra di Oliverio ed escludendo, con metodi improntati ad un occasionalismo pragmatico e spregiudicato, ogni elemento indicato dall’opposizione. Non c’è alcuna narrazione politica nella maggioranza che sta affossando la Calabria. Nessuna progettualità volta a salvaguardare gli interessi generali, a ridare slancio alla Regione o a potenziare i punti di forza dei territori. A dispetto di ogni proclama sulla trasparenza e la legalità, in ogni espressione della governance targata Oliverio si evincono solo appetiti e interessi di parte per il cui soddisfacimento si ricorre ad accordi romani o ad intese localistiche finalizzate ad arroccare una leadership che non gode più di alcuna credibilità. Colpiscono la miopia e lo sguardo asfittico di una modo di far politica autoreferenziale e settario, ma soprattutto l’assenza di giudizio e di realismo. Dinanzi alle sonore batoste di Cosenza e Catanzaro, solo per indicare alcune delle più cocenti disfatte del centrosinistra di Oliverio, ci si aspetterebbe un capovolgimento dell’azione politica e un’inversione dei metodi che fin qui hanno privilegiato strappi dello Statuto e della Costituzione ed evidenziato umilianti pose muscolari. Invece, questa maggioranza insiste nella conservazione del potere gestionale attraverso l’uso di ogni mezzo e di ogni espediente. E si ostina, temerariamente, nella tattica demagogica e distraente. Così, s’inventa (è notizia dell’altro giorno) consulenti di un comitato per la comunicazione che ancora neppure esiste, senza che ai cittadini sia spiegata l’utilità della spesa e la ragione che spinge la Giunta regionale ad agire fuori da ogni regola. Naturalmente chiederemo le carte e l’attenzione degli organi di controllo! E sempre questa maggioranza, s’inventa, priva fra l’altro di fantasia, cantieri-Calabria per autocelebrarsi in vista della prossima campagna elettorale. La verità è che il presidente Oliverio è ormai consumato. I verbi che usa, ogni qual volta lo si sente comiziare, sono, dopo tre sfortunatissimi anni, declinati al futuro. Le manovre di Palazzo per escludere, ancora una volta, l’opposizione dall’Ufficio di Presidenza, ne rivelano il grigiore delle idee e la pochezza programmatica. Oliverio è come quel cavaliere che “del colpo non accorto, andava combattendo ed era morto”. Spetta all’opposizione, adesso e subito, rinserrare i ranghi e costruire una prospettiva che restituisca alla Calabria dignità e voglia di fare”.

 Consigliere Regionale di Forza Italia Domenico Tallini 



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