Il 7 aprile inaugura al Marca "Nature: le trame dell'esistenza"

Catanzaro, Lunedì 02 Aprile 2018 - 20:23 di Redazione

 

Inaugura sabato alle 18, al Museo MARCA di Catanzaro, "NATURE: le trame dell'Esistenza", la personale di Zeroottouno a cura di Simona Caramia

"Nature" si inserisce nel ciclo di mostre che testimoniano l'attenzione al genius loci e ai giovani talenti, promosse in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale di Catanzaro e la Fondazione Rocco Guglielmo

Collocata in un progetto ormai avviato per la valorizzazione dell'arte in Calabria, cui il Museo MARCA da tempo destina uno spazio dedicato, la mostra contiene molteplici suggestioni sul paesaggio calabrese, sulla necessità di relazionarsi alla natura, per tutelarne le bellezze. Difatti, perno della poetica di Zeroottouno* è il rapporto tra uomo e natura, per cercare di ristabilire un contatto intimo e profondo con la propria identità, liberata da sovrastrutture. Nelle loro opere la natura è elemento catartico, fonte di verità.

Gli elementi naturali sono gli strumenti attraverso cui comprendere la storia evolutiva dell’uomo, sulla scia della quale si inserisce un secondo tema ricorrente nella loro ricerca: la dicotomia tra spiritualità e consumismo, tra Oriente ed Occidente, tra due visioni opposte, ma ugualmente radicate nella storia dell'umanità. Nella mostra al MARCA il pubblico si imbatte, attraverso la materia, in una riflessione ampia sullo stato dell'uomo e sul suo essere al mondo.

Zeroottouno propone un susseguirsi di ambienti installativi complessi, dedicati alla Natura e all'Uomo, alla loro combinazione. Nel segno della condivisione delle risorse umane e paesaggistiche, gli artisti mostrano l'importanza del "prendersi cura di", scuotendo le coscienze su una tematica attuale. Evidente è il legame con Calabria, radicato nei luoghi del quotidiano, nei paesaggi eccessivamente antropizzati o deturpati; ci mostrano così come lo spazio geografico sia – scrive il curatore della mostra - portatore di segni che si radicano nell'uomo, che vivono di percezione ed interpretazione. Tali segni esistenziali si trasformano in paesaggi dell’anima, in scenari in cui il reale è il tessuto connettivo, in cui le immagini si sovrappongono secondo l’associazione di sentimenti e di emozioni.

Lo spettacolo estetico della Calabria immersa nel verde della sua natura, tra bellezze e misteri, si alterna allo sgomento per il dissesto ambientale, per la condizione di marginalità, per problematiche sociali cristallizzate. Così nella ricerca di Zeroottouno le immagini archetipiche della vita rurale, dei paesaggi umani e geografici, si traslano, nella fisicità della natura, negli intrecci che su di essa ha costruito la storia. Emergono segmenti di vita, frammenti di scenari familiari, risucchiati in un processo di radicale cambiamento. In questo fitto accumularsi di segni, materiali e simbolici, le opere degli artisti sembrano voler catturare la globalità dello spazio calabrese, avvolgendone i luoghi in un forte intrico emozionale. In modo diretto, il percorso della mostra porta tra il pubblico l'esperienza dell'arte, coinvolgendolo attraverso una serie di opere che attendono di essere attivate proprio dal fruitore.

Quale valore aggiunto, il legame che si instaura con il pubblico rende viva l'esposizione, che si inserisce nel più articolato progetto di trasformare il Museo in un organismo vitale, cuore pulsante della città. Per l'occasione è stato realizzato un catalogo bilingue (ita/eng), per la collana "Quaderni del MARCA", edito da Silvana Editoriale, con i contributi critici di Simona Caramia e Giorgio de Finis.

La mostra sarà visitabile sino al 14 maggio.

 

 

*Zeroottouno è un duo artistico composto da Giuseppe Guerrisi (Cinquefrondi, Reggio Calabria, 1984) e Davide Negro (Catanzaro 1985). Attivi nello scenario artistico dal 2013, anno in cui vincono il premio Pan- dosia XXVII edizione con l’installazione site-specific Phanes.La loro ricerca esplora le dinamiche del rapporto uomo-natura, volendo portare in superficie le concrete esigenze dell’uomo contemporaneo di ristabilire un contatto intimo e profondo con quella che è la propria identità d’origine, reale, scevra di sovrastrutture dettate dagli schemi della società. L’unico modo per evolversi infatti è quello di disincastrarsi dalla gigante macchina fallimentare che egli stesso ha creato, passando attraverso la riscoperta del contatto con la natura, unica eterna fonte di verità.Gli elementi naturali dunque sono parte integrante della loro ricerca fino a diventarne il fulcro centrale. Sono oggetti concreti, materici, legati alla struttura evolutiva dell’uomo che passa attraverso la spiritualità delle discipline orientali e ne assorbe le simbologie.

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