Il culto de La Febbre del Sabato Sera al Politeama

Catanzaro, Mercoledì 27 Dicembre 2017 - 19:16 di Redazione

Ultimi giorni per sottoscrivere al botteghino del Politeama i convenientissimi abbonamenti speciali “musicals” e “prosa”, ancora disponibili sia pure in numero limitato. Il “pacchetto musicals” (tre spettacoli) potrà essere acquistato fino a domani sera, data del primo evento del genere (La Febbre del Sabato Sera), mentre per il “pacchetto prosa” c’è tempo fino al 13 gennaio, data del primo evento (“Venere in pelliccia” con Sabrina Impacciatore).

Il culto de La Febbre del Sabato Sera, il mitico film di John Badham conl’ancora giovanissimo John Travolta, si rinnova domani sera al Politeama diCatanzaro con un grande musical diretto magistralmente da Claudio Insegno. La versione di Insegno resta fedele a quella cinematografica nello spirito,ma risulta più comica e allo stesso tempo più profonda delle ultimeversioni teatrali, e in tal senso ha centrato il bersaglio regalando alpubblico italiano un musical di grande valore, con un’attenzione lodevoleai particolari e con un cast di giovani talenti che convincono e regalanograndi emozioni. Ventidue artisti sul palco, tra cantanti e ballerini, per un musical che hafatto registrare il tutto esaurito in molti teatri italiani. Nel ruolo di Tony Manero, indiscusso protagonista della storia, è FrancescoItaliani, danzatore, cantante e coreografo tra i più apprezzati. Halavorato con i maggiori coreografi e registi italiani ed internazionali(Pietro Garinei, Gino Landi, Franco Miseria, Marco Garofano, Roberto Croce,Liam Steel, Manolo Casalino, Gianluca Guidi, Philip McKinley, VittorioBiagi, Stefano Bontempi). Al suo fianco una grintosa e affascinante Anna Foria, nel ruolo dellavolitiva Stephanie Mangano, e una bravissima Arianna Galletti. Il film, da cui appunto trae ispirazione lo spettacolo, uscì nelle salecinematografiche nel 1977 e la colonna sonora, con canzoni originali deiBee Gees, balzò in testa alle classifiche cambiando per sempre la storiadella disco music. Perno della storia è l’italo americano Tony Manero, un ventenne un po’sbruffone, estroverso e simpatico rissaiolo di Brooklyn, che conduce unagrigia vita da commesso in un negozio di ferramenta, ma possiede unospiccato talento naturale per la danza, attraverso cui cerca un riscattoumano e sociale: il sabato sera, dopo una settimana di duro lavoro, nullapuò impedirgli di indossare i pantaloni a zampa d’elefante e le sue camiciedai grandi colli a punta per andare nella mitica discoteca “Odyssey2001”, dove conquista ogni ragazza, suscitando l’invidia di tutti i “machi”presenti. Sullo sfondo, i sogni, le frustrazioni, la vita notturna dei giovaniproletari contrapposta alle serate sfarzose dei ricchi nel cuore degli anni’70: il sogno di Tony e dei suoi amici è l’inaccessibile Manhattan (al dilà del fiume e del ponte), simbolo di una vita sicuramente più dignitosa. L’allestimento del musical è di grande rilievo: meravigliosi i costumidi Graziella Pera, gli abilissimi giochi di luce  di Valerio Tiberi, lebelle coreografie di Valeriano Longoni e il suggestivo impiantoscenografico di Roberto e Andrea Comotti,  che offre una straordinariadinamicità e rende bene l’anima della periferie americane.



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