Mgff, Umberto Magni premiato per l'originalità del libro "Mo' te racconto Roma"

Catanzaro, Venerdì 03 Agosto 2018 - 13:59 di Redazione

“La leggenda più conosciuta fa discendere il nome di Roma dal fondatore Romolo, ma non è detto. Il nome potrebbe derivare da fiume, colle, oppure da zinna. Un’origine unica e certa del nome, Roma non ce l’ha. A Piazza Navona con la fontana dei quattro fiumi che corrispondono ai quattro continenti conosciuti all’epoca, una delle statue, quella con la mano protesa è bendata e rappresenta il Nilo, perché all’epoca non si conoscevano le sorgenti del Nilo. L’incarico di “costruire” la fontana dei quattro fiumi fu originariamente affidata a Borromini, ma Bernini non volle lasciarsi sfuggire l’occasione e furbescamente fece recapitare un modellino della fontana alta 1,50 d’argento. E detto fatto: strappò “l’appalto al suo rivale” e la fontana la fece lui”. Umberto Magni, nipote del grande regista Luigi Magni, all’hotel Perla del Porto nel quartiere marinaro di Catanzaro, parla del suo libro “Mo’ te racconto Roma”, incalzato dalle domande della giornalista Donatella Soluri, trascinando il pubblico nel suo amore per la Città Eterna. Un libro, nato quasi per caso. In occasione della morte dello zio, si trovava nella chiesa degli Artisti pensando che se ne era andato un pezzo di Roma, una perdita culturale immensa, oltre che affettiva e così comincia a raccogliere le idee e a metterle su carta, documentandosi, tirando fuori da ogni monumento, da ogni strada del Centro, leggende, curiosità, aneddoti sconosciuti ai più, riuscendo in sette mesi a concludere un’opera inedita sulla storia di Roma. “Vengo da una famiglia “romana de Roma, l’amore per la Capitale me l’hanno proprio trasmessa. Per me - ha affermato l’autore del libro-  è come un film sentire da mio padre, dai miei zii, la storia di una Roma che purtroppo non c’è più. Una passione che ho coltivato crescendo anche nella mia professione di architetto”. Il libro, la cui presentazione è stata fortemente voluta dalla fondazione “Don Francesco Caporale” nell’ambito del Magna Graecia Film Festival in concomitanza con l’apertura della nuova sede a Roma, è suddiviso in 11 itinerari, tutti rigorosamente del centro storico, con  tanto di tappe e foto illustrative. Ma sarebbe riduttivo definire il testo solo una guida turistica o un manuale di storia dell’arte. “ E’ una raccolta di aneddoti, di curiosità, contenute in 100 storie. Avrei potuto fare un libro dell’architettura romana per le mie competenze professionali ma non mi interessava- ha concluso Magni- volevo coinvolgere più persone, specialmente giovani ai luoghi romani e sapevo che svelando le leggende che si celano dietro i monumenti e i luoghi avrei creato una  sorta di stratagemma per trasmettere questo amore per la città . L’ex sindaco di Catanzaro Maria Grazia Caporale, che ha premiato con una targa Umberto Magni, in nome della Fondazione don Francesco Caporale, presieduta dall’onorevole Sergio Scarpino, ha definito il libro un’eccellente testo per conoscere la Caput Mundi. E non poteva essere persona più qualificata per premiare lo scrittore, dal momento che l’ex sindaco, che ha ricordato di essere una delle due “eredi” superstiti rimaste a portare il cognome Caporale, narrando le particolari qualità umane di don Francesco, ha ricevuto in quella stessa sede dall’avvocato Antonio Torchia una targa come presidente onorario della Fondazione.



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