Nuovi appuntamenti con Ceilings Medea

Catanzaro, Mercoledì 28 Marzo 2018 - 10:33 di Redazione

CEILINGS. Medea La sezione prevede la realizzazione di un’opera performativa, a metà tra l'installazione ambientale (una sfera bianca in ferro e policarbonato di diametro 6 mt), il teatro virtuale e il teatro sperimentale. Ispirato alla storia di Medea, il progetto è una rivisitazione del patrimonio culturale del passato, trasposta nel presente, ma anche un momento di riflessione sull'immigrazione contemporanea, sulle differenze culturali, in questo caso tra i greci ed i barbari, ricondotte al nostro tempo, attraverso le sperimentazioni visive. La sfera: gabbia, cella, è la testa di una Medea contemporanea, alla riscoperta delle radici greco-romane che ci accompagnano nella crescita culturale. Una Medea frammentata che ha affascinato diversi autori, da Seneca a Euripide ma anche Alvaro e Christa Wolf. Il progetto definirà uno spettacolo dove danza, teatro sperimentale, teatro virtuale e video-installazione si intersecano e si miscelano, dove l'uno non può vivere senza l'altro. Quello che ci preme affrontare è cosa Medea ci dica oggi, perché la ricordiamo, come parla all'uomo contemporaneo. È una produzione di ricerca complessa ed elaborata che vede l’interazione con la video-artista Elisabetta Di Sopra e il teatro virtuale. Le scene e i fabbisogni tecnico-artistici sono al quanto elaborati perché l’idea del regista Giovanni Carpanzano è costruire una gabbia-cella che in un’installazione-mostra rappresenti con l’immagine il mondo interiore di Medea. L’opera diventa performativa nel momento in cui Medea appare per abitare la sua testa/gabbia. L’opera d’arte diventa viva e fruibile dai visitatori che entrano nella cella-gabbia e assistono alla rappresentazione della Medea che scomparirà lasciando tutti ingabbiati e bloccati nella gabbia. La sfera bianca è superficie di proiezione, giacché sarà proiettato su tutti i lati: 8 microtelecamere serviranno a riprendere a circuito chiuso gli spettatori che diventeranno co-attori dello spettacolo attraverso un’installazione/performance con una regia live che li bloccherà all’interno di questa installazione claustrofobica. Lo spazio onirico si aprirà invece con il teatro virtuale grazie a degli squarci che i visori per la realtà virtuale renderanno fruibili agli spettatori.     Sezione Teatro regia: Giovanni Carpanzano scenotecnica e illuminazione: Iole Cilento costumi: Angela Fidone Scenografia Virtuale: Claudio Cosentino 3D: Stefano Pullano multimedialità: Maurizio Lucchini  



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