"Sogno d'una notte di mezza estate" al Politeama: la recensione

Catanzaro, Lunedì 12 Marzo 2018 - 09:25 di Redazione

 

Rileggere i grandi classici in chiave moderna, si sa, troppo spesso è un azzardo. "Sogno d'una notte di mezz'estate", la più celebre commedia shakespeariana a tema comico, è già perfetta così come è, consacrata nell'Olimpo della letteratura d'ogni tempo. Chiunque vi abbia messo mano, nei secoli a venire, ha osato profanare lo spirito del sommo drammaturgo inglese, compiendo un atto di enorme coraggio oltre che di azzardata sovversione. C'è da dire però -e non per puro campanilismo, perchè d'origine, lui, è calabrese- che il coraggio di Massimiliano Bruno, che ha firmato la regìa del "Sogno d'una notte di mezza estate" cui abbiamo potuto assistere al Politeama, è stato ben pagato da un successo straripante, primo sold-out della stagione. 

Ha osato Bruno, ha riscritto, ha interpretato, ha aggiunto colori, suoni, costumi e lustrini e ha condito il tutto con una grande dose di comicità, ma l'ha fatto con misura, mettendo sul bilancino ognuno di questi elementi, pesando personaggi e battute, stando ben attento a variare ma non stravolgere il testo -e il senso- originario. 

Il messaggio shakespeariano, così, vuol restare integro, la commedia resta commedia senza trasfigurarsi in una stravagante avanguardia o cedere il passo ad assurdi sperimentalismi postmoderni.  

Complice un cast di livello (tra gli altri: Giorgio Pasotti, Stefano Fresi e Violante Placido), la riscrittura del sogno di Shakespeare risulta accattivante, mai noiosa, e sopratutto divertente.

Senza dubbio la drammaturgia originale esce "stropicciata" dalla preponderante comica, ma al pubblico questo piace.

Probabilmente, quello di oggi, è un pubblico che ha più voglia di ridere fino alle lacrime che di farsi carico del dramma amoroso di Ermia, Lisandro, Elena e Demetrio, è un pubblico che preferisce sentir stonare le fate nel bosco e ragliare Puck al cospetto di Titania, piuttosto che preoccuparsi dei problemi a corte, che ama Oberon effeminato nella piece di metateatro più che ogni altro personaggio. Ma tant'è.

Il nostro -quello italiano- è un pubblico che ama la commedia degli equivoci più del dramma e torna a casa -quello locale- ricordando con maggiore entusiasmo le incursioni dialettali del brillante Renato Arcuri (Puck), catanzaresissimo, che i versi in rima originali del sommo Shakespeare.

In definitiva, sebbene tecnicamente si tratti di un'operazione volontariamente coraggiosa e per questo sempre discutibile, quel che conta è che si tratti di un'operazione di successo. E il tutto esaurito dimostra quanto lo sia stata. Cum magno gaudio del sovrintendente Casadonte, raggiunto con l'occasione dalle telecamere Rai nazionali proprio per raccontare di questa nuova entusiasmante avventura alle redini del teatro cittadino. 

Galleria fotografica

93 Foto allegate



Testata Registrata al Tribunale Catanzaro N.R. 1078/2011 N.R.S. 12   |   Direttore Responsabile Alessandro Manfredi   |   P.Iva 03453040796 Media Web srls
Tutti i diritti riservati ©   |   Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - ROC NR. 21658 2code 2code