La rassegna Talents Art al sesto anno di esposizioni

Catanzaro, Sabato 27 Gennaio 2018 - 11:56 di Redazione

La rassegna Talents Art, ideata e curata dal presidente dell’associazione Momenti d’arte Dott.ssa Antonella Gentile, giunge al sesto anno di esposizioni. Ad esporre a Catanzaro sono i pittori Salvatore Miglietta, Antonio Nania, Francesca Patitucci e NèNè Cartaginese.   Gli agravitazionalisti come Salvatore Miglietta stanno sperimentando l'uso di una nuova tempera luminescente. La luminescenza libera la materia dalla sua schiavitù gravitazionale recuperando un movimento della forma, che non è solo linguistico, cinetico o virtuale, ma reale.  E' l'emissione di un'autonoma energia luminosa che consentirà all'opera ciclicamente diurna e notturna di vivere un'originale iperdimensione "spazio-temporale”. Con l'Arte “Agravitazionale”, la cesura tra pensiero e opera viene saldata fondendo per la prima volta la percezione diurna e notturna. Affermano gli artisti riunitisi intorno al manifesto poetico: “l'arte ha attraversato la tela e il marmo, il metallo e il legno, la terra e l'acqua, l'aria e il fuoco, il corpo e la parola, per arrivare ad una pura immagine, il vuoto. Tutto è luce, ed è luce riconoscibile.  Le nostre opere vivono in una luce lunare, viaggiando su onde elettromagnetiche, si identificano nel pensiero gravitazionale”. Antonio Nania, pittore versatile e raffinato. Le sue inclinazioni pittoriche si materializzano con la scoperta dei pittori fiamminghi e olandesi, ed in particolare i suoi inchiostri sono costruiti con rigore e ben orchestrati con lo studio sistematico e appassionato dell'opera di Rembrandt. In pittura ricorda la pittura inglese di Turner. I soggetti sono per lo più studi sulla figura umana,  paesaggi, o mareggiate dalle luci vibranti. NéNé Cartaginese. Il suo geometrismo lineare, se pur figurativo, si può accostare all’astrattismo geometrico di Enrico Crispolti e di Matt W. Moore o alle vetrate Tiffany. Nelle sue opere, paesaggi calabresi e figure, l’artista utilizza una scala cromatica dai toni armonici prevalentemente freddi. Scompone la figura e la fa diventare tutt’uno fino a perdersi amalgamandosi nello spazio. Francesca Patitucci pittrice paesaggista, si identifica in una pittura che sfiora l’iperrealismo. Lei è spettatrice esterna del mondo che dipinge. “Tutti dovremmo apprezzarne la bellezza”. Il mare in tempesta, in particolare, rappresenta la sensazione che qualcosa turba il suo essere: “la preoccupazione che la bellezza dei luoghi possa essere deturpata e rovinata dall’incuria e dall’inciviltà umana”.



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