Al Circolo Placanica "Quel che resta della Città perduta"

Catanzaro, Giovedì 07 Dicembre 2017 - 09:49 di Redazione

Una serata di interesse e stupore, per la densità, la qualità e l'importanza della storia che l'Arch. Oreste Sergi Pirrò, anche questa volta ispirato e informatissimo, ha raccontato ad un pubblico folto e attentissimo. La vicenda storica che Sergi Pirrò ha rievocato è quella del Gasometro di Catanzaro (o Officine del Gas), che sul finire del '700 ha (letteralmente) illuminato la nostra città.  Voluto dal Sindaco del tempo De Seta, il progetto fu concepito e proposto da un ingegnere francese che realizzò una struttura che per il tempo appariva davvero funzionale e innovativa. Una grande e moderna officina che, con forni adeguati, trasformava il carbon fossile in gas (e altri derivati), e che, mentre a Parigi veniva assaltata la Bastiglia, portava luce e vita nelle strade e nelle case di Catanzaro. Un impianto di illuminazione che improvvisamente passava da 40 lampioni ad olio ad oltre 350 lampade a gas, vide trasformarsi la nostra città in un moderno centro urbano, efficiente e funzionale, che per realizzare il prodotto finito utilizzava una serie di energie locali (...a Km zero) sia per quanto riguarda le strutture murarie (pietra, marmo, granito), che il "consumabile" (legname, olio combustibile per innescare i forni ecc.) e ovviamente la mano d'opera e le maestranze. Un piccolo/grande miracolo economico-industriale di cui andare fieri e di cui non c'è più (quasi) traccia e memoria. Un racconto appassionato, dettagliato e documentato che il pubblico ha ascoltato con stupore e interesse. E alla fine non era più chiaro se lo stupore fosse dovuto alla storia ascoltata o al silenzio e alla spessa coltre di oblio che in poco tempo ha ricoperto ogni cosa. Al termine della conversazione il Presidente del Circolo, Venturino Lazzaro ha sottolineato l'importanza di incontri come questi in cui il filo rosso, e l'asse portante non deve essere la singola storia e il singolo bene da riscoprire e (eventualmente) salvare, ma deve essere il disegno complessivo di una storia comune, fatta di persone e di luoghi che avrà senso raccontare e salvare nell'insieme, pena l'oblio, la deriva sciatta e superficiale, e un racconto della nostra città lontano dalle idee e dal significato su cui è stata fondata. "Una comunità civile e dignitosa non può capire a pieno dove andare se non sa da dove viene e come è arrivata fin qua" sono state le parole conclusive di una serata stimolante e originalissima. I prossimi appuntamenti al Circolo Placanica vedranno l'incontro con Vito Teti, Mercoledì 13 Dicembre, con il suo libro "Quel che resta", e l'incontro sociale prima di Natale, in data 20 Dicembre, per i tradizionali auguri di fine anno.



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