Ulteriore astensione per avvocati penalisti

Catanzaro, Martedì 18 Aprile 2017 - 19:35 di Redazione

Ulteriore tornata di astensione dalle udienze dei penalisti italiani. Dopo quella dal 20 al 24 marzo, e quella dal 10 al 14 aprile, nel rispetto del Codice di autoregolamentazione è stata, infatti, deliberata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, U.C.P.I., cui aderisce la Camera Penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora” l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 2, 3, 4 e 5 maggio 2017. Le ragioni che hanno indotto a proclamare l’astensione risiedono sempre nel DDL sul processo penale che, proprio di recente, è stato definito in un documento licenziato dalla Camera Penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora”, presieduta dall’avv. Giuseppe Carvelli, un vero e proprio arretramento sul piano della civiltà giuridica. “Si sta per imporre - ha dichiarato il Vice Presidente, avv. Ermenegildo Massimo Scuteri, intervenendo in convegno assai partecipato promosso dal C.O.A. di Catanzaro sull’Avvocatura nella Società - ciò che dovrebbe essere frutto di riflessione congiunta, di condivisione, di confronto, e anche di scontro se si vuole, ma di intelligenze. La riforma, che da qualche giorno è stata approvata in Senato, intaccherà, eliderà fortemente alcuni dei principi costituzionali posti a presidio di libertà e principi fondamentali.” “Infatti, laddove si ammanta l’intervento riformatore di forme di tutela del cittadino, in realtà - ha proseguito il penalista catanzarese - si tenta solo di aggirare le norme che si oppongono ad una definizione burocratica del processo: il processo penale deve solo soddisfare il sentimento popolare nell’immediatezza; dunque le tutele e le cautele laddove divengono ostacoli sulla strada del consenso popolare, devono essere rimossi o neutralizzati.” “I temi scottanti sono: i termini di prescrizione del reato e il processo a distanza. L’argomento prescrizione è palesemente condivisibile da tutti in seno all’opinione pubblica. Anche noi avvocati in confronto formale riteniamo inaccettabile che un imputato, magari reo confesso o quasi, per mero decorso del tempo rimanga impunito. Non è ammissibile, però, che si utilizzi l’aspetto d’impatto sociale del tema per incidere alla radice le garanzie difensive. Quanto poi al processo a distanza – ha concluso il Vice Presidente Scuteri – è impensabile un’istruzione dibattimentale con l’imputato al telefono. Già l’esperienza nei processi di mafia con i collaboratori ha manifestato tutte le difficoltà. Tutto ciò costituisce davvero un arretramento della civiltà giuridica.” La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane con le precedenti delibere di astensione aveva già evidenziato i limiti della riforma del processo penale d’iniziativa governativa ribadendo, in particolare, la profonda contrarietà, già manifestata con convinzione durante il lungo iter parlamentare del DDL e davanti alle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato, alla riforma della prescrizione e dell’istituto del cd. processo a distanza.  I penalisti hanno, altresì, denunciato con forza l’uso dello strumento della fiducia ai fini dell’approvazione del DDL da parte del Governo sottraendo al Parlamento ogni possibile confronto su di una riforma che incide in profondità sull’intero sistema processuale e sull’intero ordinamento penale. Hanno, in particolare, ribadito come il contenuto di tali riforme sia contrario, non solo agli interessi e ai diritti dei singoli imputati, ma anche alle legittime aspettative delle persone offese e della intera collettività, che esige, in un Paese civile, moderno e democratico, che i procedimenti penali abbiano una ragionevole durata e che la fase dell’accertamento dibattimentale venga posta al centro del processo penale, sottraendo la fase delle indagini preliminari all’attuale enfatizzazione e mediatizzazione, attuando e realizzando i principi del giusto processo, nel rispetto pieno delle garanzie dell’imputato e soprattutto quelle poste a presidio del diritto inviolabile della difesa e della dignità stessa della persona, violate dalla estensione dell’istituto della partecipazione a distanza. Le ragioni poste alla base della protesta dell’avvocatura penale, connotata da una massiccia adesione alle astensioni precedentemente deliberate, hanno trovato anche un importante e diffuso consenso all’interno di vasti settori della politica, dell’informazione e fra i rappresentanti del mondo della cultura e dell’Accademia. Al contrario, in questo periodo, si è registrato il silenzio del Governo in ordine alle richieste di non procedere oltre nella attuazione del dichiarato intento di porre la fiducia sul DDL giustizia anche davanti alla Camera, ovvero di procedere allo stralcio ed alla immediata approvazione della legge delega sull’esecuzione penale, e dunque l’Unione delle Camere Penali Italiane, U.C.P.I., ha deciso di mantenere lo stato di agitazione.

Ufficio Stampa Camera Penale di Catanzaro “Alfredo Cantàfora



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